Ecco l'immagine aerea dei cerchi nel grano riportata su un quotidiano locale, nei pressi delle uscite dell'autostrada tra Ancona Nord e Ancona Sud.
precisione dove il diametro del cerchio principale è di circa ottanta metri ma all'interno, rispetto ai precedenti cerci nel grano scoperti nella zona, altri otto cerchi si intersecano tra loro tracciando i petali di quello che potrebbe essere un fiore. Basta arrampicarsi nel campo, camminando in salita in uno dei tanti solchi lasciati dalle ruote di un trattore, per mettere piede all'interno del "crop circle" e vedere da vicino quei segni nel terreno. Il solco del cerchio che traccia il perimetro ha una larghezza di circa sei metri, quelli dei più piccoli sono di poco più di un metro. Il grano piegato a terra è rivolto sempre nella stessa direzione come spesso accade in queste strutture geometriche.
Chi sono gli artefici di queste figure? Alieni provenienti da mondi lontani che cercano di comunicare con un linguaggio a noi incomprensibile oppure si tratta di raffinate opere cerate dall'uomo per attirare l'attenzione dei media?
Chi ha tracciato i cerchi, potrebbe averlo fatto senza compiere imprese immani. Un'asse di legno o un rullo sul terreno, una corda per creare un raggio e disegnare la circonferenza per poi muovere l'asse calpestando le spighe. Basta una buona conoscenza della geometria, un metro, un po' di manodopera e il cerchio è disegnato. Ma stavolta, chiunque l'abbia fatto, avrebbe dovuto lavorare tutta la notte. E, qualcuno, passando lungo l'autostrada, avrebbe di sicuro notato qualcosa.
Un disegno geometrico tanto perfetto da catturare l'attenzione di Gerlando Scozzari, socio e consulente scientifico del Centro ufologico nazionale, che ieri dalle 15 alle 17 ha compiuto una serie di verifiche sul posto. "Secondo me un opera del genere non può essere prodotta dall'uomo, almeno con le tecnologie attualmente a nostra disposizione. Non è semplice tracciare in poco tempo nove cerchi concentrici con un'inclinazione di trenta gradi ognuno. All'interno dei cerchi le spighe sono spezzate alla base e hanno tutte una piegatura di venti gradi. I noduli si sono ingrossati, come se fossero stati bruciati. Toccandoli, sono più duri del resto della pianta. Per questo dico che potrebbero essere stati usati dei raggi a radio frequenza dall'alto".
"Ci sono troppi elementi che non tornano. Se fossero stati fatti da almeno dieci persone, avrebbero dovuto impiegare almeno dieci ore".
Scozzari osserva che "non ci sono radiazioni all'interno dei cerchi ma ho verificato la presenza di alcuni picchi di radioattività a tre
chilometri di distanza. Potrebbero essere anche i ponti radio della telefonia cellulare, ma il mistero resta".
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Io oso fare tutto ciò che può essere degno di un uomo, chi osa di più non lo è.







Il Bibliotecario, Giuseppe Arcimboldo, 1566.








Se l'ira è il peggior nemico della salute, il ridere è il miglior alleato. Infatti ridere è una ginnastica psichica, fisica, mentale ed emotiva.
Durante una crisi di riso, succede un vero e proprio miracolo fisiologico. Nel riso si impegnano più di 60 muscoli, per piangere ne usiamo meno di 20.
Si modifica la respirazione, si usa il diaframma (pochi lo fanno normalmente), si rinnovano le riserve di aria nei polmoni (come durante lo sbadiglio).
Si mobilitano le fasce muscolari più profonde (semi involontarie), soprattutto del ventre, creando un tonificante automassaggio rilassante.
Il cervello si "distrae", i pensieri negativi perdono il loro potere paranoico, la mente si distende, la vita sembra migliore.
Come il sonno, il ridere migliora la capacità del cervello di pensare lucidamente, scioglie la paura, esorcizza i cattivi pensieri.
Infine il ridere è un atto filosofico, un atteggiamento verso la vita. Crea una coscienza diversa del proprio rapporto con la vita e con la morte.
Ingenera il sospetto che sotto le apparenze, il mondo sia diverso, suggerisce altri valori esistenziali.
Per questo ridere è zen. Anzi, come dicono alcuni maestri, ridere è lo ZEN."