Sign for Per la decriminalizzazione universale dell'omosessualità

giovedì, 15 maggio 2008

SGRUNT!

Son stufa di chi mi chiede "come stai?" giusto perché non trova null'altro da dire dopo il "CIAO" e se ne frega della risposta continuando a chiacchierarmi addosso. Come sto lo si vede a occhio quindi meglio un dignitoso silenzio, no?

La prossima volta che accade giuro che rispondo

HO IL TERZO CHAKRA BLOCCATO

E STO MALISSIMO!

... E VEDIAMO SE SE NE ACCORGONO!

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giovedì, 13 marzo 2008

MARCHE: c'è una mégadifferensa!

Non capisco per quale motivo appena qualcuno sente il mio accento e mi chiede "Non sei di Trento... da dove vieni?", alla mia risposta "Sono di Ancona, nelle Marche" (in Trentino è meglio specificare bene bene perché al di là dei loro confini fan fatica a immaginare che esista qualcosa oltre al NORD, SUD, OVEST, EST intesi in senso astratto) sorridono immediatamente "Ah, c'è il mare!" (bella fatica! l'Italia è una penisola!) e concludono improvvisando frasi a caso in una lingua a me ignota con marcato accento burino pensando di essere simpatici.

Ora. Chiariamo.

Capisco che se si pensa alla parlata piemontese ci si sente indifferentemente portati a ironizzare in accento ben educato e timoroso cantilenando le vocali, se si pensa alla Liguria si vede il Gabibbo, etc... però soffermiamoci solo a pensare che a pochi chilometri da casa mia è nato Valentino Rossi, marchigiano anche lui checché si finga londinese :)

Avete presente come parla?

E allora, non tutte le Marche, Signori, sono uguali: da Pesaro ad Ascoli c'è una tale varietà di parlate che pare di attraversare tre regioni diverse. Fidatevi...

... e chi non ci crede è un

MEGAPATACCA!

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venerdì, 14 dicembre 2007

Trentini! Bella gente...

Stamane vado all'I., un negozio di dolciumi che ha tre punti vendita solo qui in centro città, per comprare un tot di caramelle e cioccolatini con cui guarnire un cesto natalizio.

Entro, saluto la signorina dietro al bancone intenta all'opre sue e prendo un recipiente di acciaio per raccogliere i dolcetti, quando mi sento intimare: “Scusi!!!”, “Dica” rispondo. A quel punto la signorina, sorridente e solerte, mi toglie di mano il recipiente che avevo sovrapposto all’altro per dividere le caramelle a seconda dei prezzi e mi dice: “Metta tutto insieme”.

La Marmotta – che nel pedigree c’ha scritto in bella grafia «esemplare che dà poco disturbo» - pensa ma se mescolo tutte le caramelle che prenderò poi lei come farà a dividerle? Molte sono proprio piccine e ci vorrà del tempo… e dice alla signorina “Scusi, ma se mescolo tutte le caramelle che prenderò poi lei come farà a dividerle? Molte sono proprio piccine e ci vorrà del tempo…”. La signorina senza fare una piega risponde: “Ah! Ma noi poi capiamo il prezzo di ogni caramella… NOI SAPPIAMO TUTTO”.

O.O

Ho iniziato a vedere tutto colorato di blu e viola, a percepire un marcato sentore di zolfo e a dubitare del mio udito, ma a parte questo tutto bene. Così ho preso il recipiente, che improvvisamente s’era fatto pesante pesante, c’ho buttato dentro una manciata di caramelle Golia e sono andata alla cassa.

“Ma come, non prende più i cioccolatini?” - “No, li prendo la prossima volta. Sa, lavoro in un posto dove fa molto caldo e non vorrei che si sciupassero”.

La prossima volta ci mando Supernova che lì è di casa!!!

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mercoledì, 12 dicembre 2007

Ecco, no questo è disturbo alla quiete pubblica!

Non si può starnutire così!!!

Impugno la legge:

"…per essere penalmente sanzionabile ex art. 659 del C.P. la condotta di chi produce rumori e schiamazzi deve incidere sulla tranquillità pubblica - essendo l'interesse specificatamente tutelato dal legislatore quello della pubblica tranquillità sotto l'aspetto della pubblica quiete, la quale implica l'assenza di cause di disturbo per la generalità dei consociati -, di guisa che gli stessi debbono avere la potenzialità di essere avvertiti da un numero indeterminato di persone pur se, poi, in concreto, soltanto alcune persone se ne possono lamentare." (Cass. Pen., sez. I, 5 febbraio 1998, n. 1406, Pres. Carlucci).

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martedì, 11 dicembre 2007

C'è modo e modo di sternutire! :s

... ho appena visto il naso di Claudio rotolare...

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lunedì, 05 novembre 2007

Completamente assorbita dal lavoro...  ... nemmeno una pausa da oggi alle 13. A questo ritmo tra due ore torno a casa e picchio lo stendino dei panni!

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sabato, 20 ottobre 2007

Non porgermi il libro con gli occhioni grandi e le labbra mortificate dicendo in accento slavo "mi dispiace ma libro scaduto..."

Non mi chiedermi di rinnovarti il prestito, perché se è scaduto non posso accontentarti e lo sai...

Non dirmi che ti mancano solo poche pagine per vedere come va a finire la storia, che è una storia avvincente (la copertina non lascia adito a dubbi: c'è ritratto uno con dei muscoli guizzanti e unti che al mondo me sa che così ce l'ha solo lui e una donna discinta e unta avvinghiata a lui come una cozza sullo scoglio in atteggiamento lubrico-pomicione), che sei una badante lontana dagli affetti della famiglia, perché poi mi intenerisco, ma son circondata da altri utenti che giurano e spergiurano che anche a loro manca poco per leggerlo tutto il libro e magari pure loro, gli utenti, sono badanti unte e lubriche lontani dalla famiglia pomiciona e unta... poi si crea il precedente e io divento immediatamente Barbablù...

... c'è un regolamento...

........ c'è, dicono che esiste, Qualcuno l'ha anche rispettato mentre Qualcunaltro assentiva soddisfatto......

... dicono che...

... ma oggi è sabato e io sono di buonumore e tu hai una faccia bella sotto quel basco lavorato ai ferri e se ti mancano solo poche pagine chi sono io per intromettermi? Sì il libro è scaduto, ma io te lo rinnovo il barba al regolamento!

Allora ti strizzo l'occhio e ti sussurro "a posto così" e mi parte uno di quei sorrisi grandi quando la Liguria rovesciata.

Ma tu continui. Non capisci e continui. Eh no, non si fa, non devi ripetermi che il prestito era scaduto, non t'hanno insegnato che non se sputa nel piatto 'ndò se magna? non capisci che t'ho fatto un favore: MA DA CHE PARTE STAI?!?!?!?!?

... non mi devi ripetere in transilvano che il libro è scaduto, NO NON ERA SCADUTO, PUO' ANDARE, SIGNORA!...

... "ma libro scaduto"...

... TE DIGO DE NO!!!

MA TE NE VOJ ANDA' A CASA TE E 'STO LIBRO UNTO???

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giovedì, 26 luglio 2007
 
Tutto torna... tutto gira...
 
Neurologia: Studio Italiano, Scossa Elettrica Al Cervello Per Battere La Fatica
 
Milano, 25 lug. (Adnkronos Salute)
Altro che doping. Basta una scossa elettrica nel punto giusto del cervello per sconfiggere la fatica. La scoperta è di un gruppo di ricerca dell’università degli studi di Milano, guidato da Alberto Priori e verrà pubblicata sulla rivista ‘European Journal of Neuroscience’. Gli studiosi hanno messo a punto una tecnica non invasiva e indolore che prevede l’applicazione sul cuoio capelluto di elettrodi che per pochi minuti stimolano il cervello con correnti elettriche dirette a bassissima intensità. Si tratta di scosse non percepibili e senza effetti collaterali che ‘ricaricano le batterie' del cervello. I ricercatori, durante gli esperimenti condotti nei laboratori della fondazione Irccs Policlinico di Milano, hanno dimostrato come questo metodo di stimolazione cerebrale provochi nelle persone sane un incremento della resistenza allo sforzo prolungato. La scoperta potrebbe avere anche risvolti pratici in tempi brevi per il mondo dello sport: l’equipe dell’ateneo milanese ha infatti depositato domanda di brevetto internazionale, per sviluppare nuove apparecchiature in grado di integrare le tradizionali tecniche di allenamento per gli atleti professionisti e per gli amanti del fitness, ma anche per combattere la fatica nelle malattie.

... e tornano a riproporsi fantasmi...

La terapia elettroconvulsiva, più nota come elettroshock, ha quasi settant’anni ed è stata a più riprese rappresentata, nei film e nella letteratura, come barbara e inumana.
Fu sviluppata nel 1930 da un neurologo italiano, Ugo Cerletti, e somministrata a pazienti svegli, causando loro la perdita di coscienza e l’esperienza di violenti e incontrollati movimenti muscolari che qualche volta fratturavano le ossa.
Veniva usata spesso in pazienti senza il loro consenso, o almeno senza un consenso informato e applicata a tutti i tipi di disturbi emotivi, inclusa la schizofrenia.
Era inoltre largamente usata negli ospedali per punire o sedare pazienti “difficili”.
Sebbene questo passato non felice sia ancora presente nell’immaginario collettivo, pochi sanno che oggi l’elettroshock è una terapia ancora utilizzata, ma con modalità differenti e con diverse limitazioni.
Dopo un declino precipitoso avvenuto negli anni ’60, quando si resero disponibili farmaci psicoattivi, dal 1980 l’elettroshock è tornato alla ribalta, in particolare per la cura della depressione e del disturbo bipolare e limitatamente alle seguenti circostanze:
quando è necessaria una remissione rapida di una depressione severa o con tendenze suicidarie.
quando la depressione è complicata da psicosi o catatonia
quando gli antidepressivi e la psicoterapia falliscono
quando gli antidepressivi non possono essere usati in sicurezza ad esempio durante la gravidanza.
quando la mania o il disordine bipolare non rispondono alla terapia farmacologia.
Non esistono statistiche ufficiali, ma gli esperti stimano che negli Stati Uniti più di 100.000 pazienti ogni anno siano sottoposti ad elettroshock.
I cambiamenti più importanti avvenuti negli ultimi anni riguardano l’uso dell’anestesia e di rilassanti muscolari prima della somministrazione, che consentono una convulsione di 30 secondi limitata al cervello, senza che si producano  movimenti muscolari. Non si verifica così alcun danno fisico e il pretrattamento non lascia alcun ricordo della terapia stessa.
Anche l’entità della corrente usata oggi è più bassa e l’impulso elettrico più breve, circa due secondi. Questo riduce il rischio di confusione e perdita di memoria post trattamento. Benchè si verifichino ancora, in alcuni pazienti, perdite di memoria, oggi il rischio più serio legato all’elettroshock è quello dell’anestesia. La maggiorparte dei pazienti richiede una serie da sei a otto trattamenti, somministrati lungo l’arco di diverse settimane.
Ad ogni modo non è universalmente efficace: circa tre quarti dei pazienti rilevano almeno un temporaneo sollievo dei sintomi più debilitanti, mentre il restante quarto non ne ricava alcun vantaggio o addirittura peggiora.
Nonostante la sua lunga storia nessuno sa come l’elettroshock agisca nell’alleviare i sintomi della depressione o della mania. Alcuni ipotizzano che esso metta ordine nel rilascio di neurotrasmettitori, favorendo un aumento di sostanze come la serotonina, altri che agisca come un pacemaker del cervello interrompendo circuiti negativi.
Il vantaggio dell’elettroshock è la sua velocità, soprattutto se confrontata a quella degli antidepressivi che possono aver bisogno di  6 settimane per alleviare una depressione severa.
Ma, è importante sottolinearlo, l’elettroshock non è la cura d’elezione per la depressione. E’ una sorta di ultima spiaggia per depressioni altrimenti impossibili da trattare. Buona parte dei pazienti, ricordiamolo all’infinito, migliora con la terapia cognitivo-comportamentale e/o con gli antidepressivi.
Gli effetti collaterali più comuni della terapia elettroconvulsiva sono il mal di testa, i dolori muscolari, la confusione mentale, e la perdita della memoria a breve termine che solitamente migliora in un periodo che va da alcuni giorni ad alcuni mesi.
Secondo l’ American Psychiatric Association, non ci sono evidenze che l’elettroshock causi danni cerebrali. L’abuso della procedura è comunque strettamente sconsigliato. Oggi meno del 2% dei pazienti ospedalizzati in strutture psichiatriche riceve elettroshock, ma correttamente usato può essere un salvavita.
Allo studio ci sono nuove e inedite applicazioni che sembrano promettenti: è di queste ore la
notizia di buoni risultati per la cura dell’emicrania intrattabile.

Fonte :
NYTimes

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venerdì, 19 gennaio 2007

ANNUNCIASI ANNUNCIASI...

CAUSA TRASFERIMENTO SEDE LAVORATIVA, LA MARMOTTA DA META' DELLA PROSSIMA SETTIMANA AI PRIMI DIECI GIORNI DI FEBBRAIO NON SARA' RAGGIUNGIBILE.

SPERIAMO CHE IL TRASLOCO SI RISOLVA NEL GIRO DI POCO TEMPO, ANCHE PERCHE' SVUOTARE QUESTE STANZE PIENE DI LIBRI E PORTARLE CASSETTA PER CASSETTA DALL'ALTRA PARTE NON SARA' UN GIOCHETTO... ='(((

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venerdì, 11 agosto 2006
Bleah... ho appena trovato un sassolino nello yogurt!  Orrore e raccapriccio!!! Già partita una mail alla centrale del latte...
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mercoledì, 09 agosto 2006

Piacciono i luoghi dell'orso bruno

ma è turismo da cartone animato

SETTANTA milioni di euro. È la cifra che, a giudizio della Doxa, "vale" l'orso nel Trentino. Tanto costerebbe, alla pur generosa Provincia autonoma, una campagna promozionale equivalente su giornali e televisioni, in Italia e all'estero. La reintroduzione del plantigrado, a partire dal 1999, è stata dunque un grande affare. Tutto il contrario di quanto periodicamente viene sottolineato da chi vuole approfittare del ritorno dei grandi animali - l'orso sulle Alpi e Prealpi centro orientali, il lupo su quelle occidentali - per altri vantaggi economici, stavolta a proprio beneficio. È la sconfessione, da una fonte non sospettabile di "simpatie" animaliste, delle teorie economiche di imprenditori e amministratori di molte aree turistiche di montagna. Val più la presenza pacifica di un placido orsone, peraltro quasi invisibile agli occhi dei più, dei continui progetti di supposta valorizzazione che gonfiano ad esempio un'offerta sciistica già molto sopravvalutata.

Se davvero gli andirivieni di una ventina di animali pelosi hanno un tale appeal sui visitatori, perché continuare a spingere sull'acceleratore di un'industria turistica che l'ambiente non sa nemmeno dove stia di casa? Un'inchiestina sulle pagine dell'edizione torinese di Repubblica, qualche giorno fa, ha confermato la tendenza. Tra i pacchetti più richiesti, accanto ai soliti mari esotici e montagne sovraffollate, ci sono quest'anno le Dolomiti di Brenta e il Parco d'Abruzzo. Il merito - la colpa - va alla crociata austriaca e poi tedesca contro Bruno, l'orso che dal Trentino ha sconfinato e si è fatto ammazzare in Baviera. Forse non è maturità naturalistica, quanto piuttosto curiosità da cartone animato: in Trentino e sul Gran Sasso come a Yellowstone. Ma pazienza, anche l'orso se ne farà una ragione. In fondo è un malinteso accettabile.
Adesso attendiamo che per la prossima stagione i depliant del Trentino e del Piemonte - in Abruzzo l'orso è una sorta di simbolo della regione già da tempo - puntino finalmente sulla natura. Sarebbe bello vedere che si crede nella presenza dell'orso, del lupo, dell'aquila, per convincere i turisti che una montagna è gradevole da frequentare, invece di inventarsi sciocchezze come il nordic walking, saltellare su un prato con due bastoncini e un paio di scarpe da ginnastica, un occhio al contapassi per calcolare quante calorie andiamo perdendo. Sarebbe bello insomma se l'ambiente servisse per attirare i turisti e quindi si cercasse di preservarlo, piuttosto che distruggerlo giustificandosi con la stessa motivazione. Quando sarà completamente ricoperto di impianti, disseminato di edifici, tagliato da strade asfaltate che arrivano in quota, perché mai i frequentatori dovrebbero aumentare, anziché andarsene là dove la natura è ancora intoccata?
(c)
La repubblica.it

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lunedì, 19 giugno 2006

Ci sono quelle giornate un po' così, che uno vive un po' così, in cui ci si sente un po' così...

Ecco, questa è una giornata un po' così.

:/

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martedì, 10 gennaio 2006

SONO TRA NOI!!!

Pippomax scopre un plotone di formiche nella cucina dell'Appartamentomax... ciaaaaaaaak prima!

MOTORE!!!!!! AAAAAAAAAAAAAAAAAZIONE!

.

Marmotta (osservando con raccapriccio la pentola sporca di sugo fossile rinvenuta nell'armadiopentolo della cucina): Max, forse converrebbe lavarle meglio le pentole, gioia, altrimenti poi attirano ospiti indesiderati...

PippoMax: (???)

Marmotta: =_=

PippoMax: Chi attira???

Marmotta: Le formiche.

PippoMax: O_O

Marmotta: Eh...

PippoMax: CAZZO DICI?! [... fine, quasi regale nevvero?]

Marmotta: Max, viè a guardà quaddietro che struscio!! Pare via Belenzani la domenica pomeriggio!

PippoMax: O______O ... noooooooooooooooooooo, mona che storia!!!.... ma *cazz*.... ma noooooooo, figa che storia di merrrrda.... ma non è possibile... nooooooooooo, [Frasario vasto come un ombelico di formica!]... fanculo.....

E adesso come si fa?! Domani vado a comprare l'insetticida!

 

Marmotta: Bravo, poi dove lo spruzzeresti?

PippoMax: Qua dietro... (indicando il ripiano di granito della cucina a gas, praticamente accanto alla roba da mangiare!)

 

Marmotta: ... Massimo, dico, ma vuoi ammazzare solo le formiche o tutti noi?!

PippoMax: Le formiche!

 

Marmotta: Emmenomale! Io direi di comprare l'insetticida specifico, quello con la cannuccia lunga e sottile, in modo da poterlo spruzzare dietro al frigo e dentro il battiscopa. 

PippoMax: Sì?!

 

Marmotta: Sì.

PippoMax: Dici che funziona?

 

Marmotta: Beh, prima di provare coi petardi direi che conviene fare almeno un tentativo, no?

PippoMax: Uhmf! [Cogito ergo uhmpo] Non sarebbe il caso di provare con le pastiglie?

 

Marmotta: Le pastiglie non funzionano bene...

PippoMax: E le casette?

 

Marmotta: Ho già provato e ne stanno alla larga...

PippoMax: ... e le piastrine?

 

Marmotta: ... io consiglio l'insetticida con la cannuccia.

PippoMax: Uhm... vabè allora domani mattina scendo al supermercato e lo compro.

... MEZZORETTADOPO...

PippoMax: Allora domani vado giù a comprare le PASTIGLIE per le formiche!

 

=_____=

lunedì, 28 novembre 2005

Per la serie: LE ABRASIONI BARBARICHE

Mi sono appena grattugiata un dito contro la seghetta dello scotch... un male della marmotta!... per di più di fronte a uno studente che, tutto premuroso, mi ha chiesto se avevo bisogno d'un cerotto.

O__o

Vabbè che noi donne andiamo sempre in giro con fazzolettini e assorbenti nella borsa, ma addirittura il cerotto!!!

Parblé

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giovedì, 24 novembre 2005

Uhm... slap... gnam!

Sono reduce da una seratina disperata di cui non riesco a scrivere se non per accenni e prove di stampa.

Eh! Sì, chi l'ha detto? Mmmbravo! Ha giocato il Milan, vedo che avete già intuito che l'AppartamentoMax iersera s'è trasformato nella sezione staccata e divelta della FossaDeiLeoni

Torno a casa stanchina e anche con un discreto mal di testa e mi accoglie un urlo licantropo di PippoMax: da notare che l'accoglienza l'ho ricevuta sulla porta dell'ascensore a un pianerottolo di distanza dalla soglia!

Entro in casa. TV a un volume insostenibile, urla di PM e Ciccio in preda a un delirio pseudoidrofobo semiappitonati l'uno sull'altro sul divano. Diciamo, a loro discolpa, che il Milan aveva appena segnato, vah...

Tento di prepararmi qualcosa di caldo e li prego di abbassare il volume e la voce... per cortesia. Macché, avrei potuto svenire non se ne sarebbero nemmeno accorti. Cominciano a girarmi le orecchie (a noi marmotte succede così!) e mi ritiro in camera aspettando la fine della partita per cucinarmi qualcosa.

Nel frattempo suona il campanello e arriva...  ... la restante parte della CurvaLeoni!

Un casino che pareva che cascasse il muro. Gatta traumatizzata che tremava sotto le coperte. Marmotta incazzata [concedetemi il francesismo] e affamata.

Ho mangiato un po' così... capando da ciò che tengo in uno scatolottino posto strategicamente sotto al letto (altrimenti la cambusa in cucina esploderebbe!).

Crackers, insalatina mista fredda e peperoni scottati in scatola...................................... che ancora sento sulla lingua....

No, boni! eh...., ma speziati anzichennò!

.

Poi dicono che il calcio fa bene...

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 Matematicamente

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Dizionario Inglese Italiano

Provincia Italia - Nova Roma

Trattoria DA MARIA (LA ZOZZA), Vico Testadoro 14 R, Genova, 010-581080
Trattoria LA LANTERNA, Salita san siro 12 R, Genova, 010-2461608
Pizzeria LA SOSTA DEGLI ARTISTI, Piazza S. Donato, 55 R, Genova, 010-2466149
Ristorante Pizzeria QUATTRO STAGIONI, Loc. S. Vito di Cognola 36, Trento, 0461-987031
Ristorante Cinese RE-NAYA, Via De Amicis Edmondo, 32/R, Genova, 010 589087
Pizzeria SOSTA OBBLIGATA, Via Parma 11/R, Genova, 010 6981039
SAPORE DI PATAGONIA (cucina argentina), piazza Prada 10, Madrano (TN), 0461-552160
Gran Ristoro ("Panino"), via di Sottoripa 27/R, 010-2473127
Agriturismo "Il Poggio", Ginestro (SV), 0183-273177, www.agriturismoilpoggioginestro.it
Trattoria U PAPA, Piazza Andrea Doria 13, Oneglia (IM), 0183-294310
ATENEO caffèbar, via Zanella 3, Trento, 0461-261197
Ristorante Dolomiti, Corso Buonarroti Michelangelo 101, Trento (TN), 0461 983059
Ristorante Self Due Giganti, via Simonino 14, Trento (TN), 0461-237515.
Ristorante Aquila Nera, loc. Kamaovrunt (TN), 0461-549090.
Ristorante Baita Alpina, via Pec 27, Bedollo (TN), 0461-556033.